Sistema Teatro Marche / Teatro Stabile delle Marche
I DUE GEMELLI VENEZIANI
liberamente ispirato all’omonimo testo di Carlo Goldoni
drammaturgia e regia Michele Modesto Casarin
con Andrea Caimmi, Loretta Antonella, Tommaso Benvenuti, Laura Graziosi, Stefano Tosoni
aiuto regia Manuela Massimi / scene Stefano Perocco di Meduna e Licia Lucchese
disegno luci Mauro Marasà / costumi Licia Lucchese
duelli Alberto Bellandi / maschere Atelier Enriquez e Cavarra
in collaborazione con la Compagnia Vicolo Corto
direttore di produzione Francesca Moretti / ufficio stampa Beatrice Giongo
Il Teatro Stabile delle Marche propone attraverso una nuova produzione uno dei testi più belli di Carlo Goldoni portato in scena da un gruppo di attori che partendo dal territorio marchigiano hanno saputo ritagliarsi uno spazio nel panorama teatrale oltre i confini regionali. Per questa prima fase del Progetto Palcoscenico Marche/Futura Memoria, lo Stabile Pubblico regionale ha voluto con sé un giovane regista veneziano, Michele Modesto Casarin - già vincitore nel 2006, per la drammaturgia e regia de Il Corvo di Carlo Gozzi, del Leoncino d’oro dell’AGIS al 38° Festival Internazionale del Teatro de La Biennale di Venezia - per lavorare su questa divertente commedia.
Ne I due gemelli veneziani è ancora presente in maniera pregnante il climax della Commedia dell’Arte, come nel “canovaccio” I due gemelli truffaldini, commedia dell’arte scritta per Antonio Sacchi. Tale canovaccio risale a poco meno di un anno prima della commessa da parte di Cesare D’Arbes, per il quale Goldoni scriverà I due gemelli veneziani. Lo stesso D’Arbes, a Dresda nel carnevale del 1751, ne farà una ripresa modificando e manipolando a suo uso e consumo testo e personaggi. È proprio da questi spunti che parte il lavoro nel quale Michele Modesto Casarin utilizza il testo come un canovaccio per riportarlo al suo target iniziale di Commedia dell’Arte, ridefinendone innanzitutto ambientazione e luogo. Ed ecco che, come per incanto, ci troviamo proiettati nel 1600 (periodo d’oro della Commedia dell’arte) da una Verona di ambientazione goldoniana in una Ancona papale. Il regista Casarin ha qui raccolto la sfida. Senza modificarne la struttura, il testo viene asciugato e snellito, il ritmo velocizzato e la durata ridotta ad un atto unico di 90 minuti circa. Il regista, guidando i cinque attori della Compagnia Vicolo Corto reinventa e restituisce quindi al pubblico uno spettacolo nuovo, pieno di trovate e divertimento.
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