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Donne in tempo di guerra


una coproduzione
Compagnia Vicolo Corto Ancona
Cooperativa Teatrale Dioniso Palermo
Circo Amalassunta Ancona



DONNE IN TEMPO DI GUERRA
liberamente ispirato a Le Troiane di Euripide


un progetto di
Claudio Collovà e Andrew Walsh


con
Loretta Antonella, Alessandra Giacomini, Laura Graziosi,
Tiziana Marsili Tosto, Rosetta Martellini, Monia Papa, Stefano Tosoni


regia e drammaturgia Claudio Collovà
scene e costumi Andrew Walsh
coreografia Alessandra Luberti
luci Massimo Barbini

assistente alla regia Stefano Tosoni
scenografo realizzatore Niba
costumista realizzatrice Manuela Cola
organizzazione Paolo Cinquemani e Francesco Giarlo


con il patrocinio di
Regione Siciliana
Assessorato Beni Culturali e Ambientali e Pubblica Istruzione

in collaborazione con
Provincia di Ancona - Leggere il '900
INTEATRO Teatro Stabile di Innovazione Polverigi

 

Note di Regia
Come dolci sono le lacrime per chi si trova nella sventura e i pianti luttuosi, e la poesia che contiene dolori. (Le Troiane, vv. 608-9)

'Le troiane', fra tutte le tragedie di Euripide, è quella più politica, carica di un messaggio antibellicista e anti-imperialista, e la meno convenzionale nella forma usata, poiché i conflitti tra i personaggi e in modo più generale il tema del conflitto è, per la prima volta in una tragedia greca, ridotto drasticamente: tutto è già avvenuto, la guerra appartiene al passato e la scena è dominata dal lamento e dalla sofferenza per una nuova esistenza ancora da venire. E, naturalmente, il sentimento di lutto non è confinabile alle sole donne troiane. La guerra non è solo quella di Troia, come la storia ci ha tragicamente insegnato.

Nelle Troiane l'unità della tragedia è costituita dal pianto con cui le donne danno sfogo al loro dolore. Quello che dice il Coro può valere in generale per tutti gli uomini: ogni uomo che sia colpito dall'infelicità può trovare sfogo nelle lacrime. Ecuba, nella parte iniziale della tragedia, per dar sfogo al suo dolore, dice: "Anche questa è poesia per gli infelici, far risuonare le loro tristi sventure." La poesia di cui parla Ecuba è il canto di dolore che le donne troiane fanno risuonare sulla scena. Sembra proprio che Euripide teorizzi la 'poetica' del pianto e vada con coraggio oltre la misura consentita.  Le varie vicende dolorose si susseguono incalzanti e senza concedere un momento di pausa e di sollievo: la terribile immagine di Ettore trascinato intorno alle mura da Achille, quella di Cassandra che inutilmente si sforza di avvertire l'umanità del terrore a cui va incontro, la scena in cui il piccolo Astianatte viene strappato alla madre - quella di Andromaca è forse la scena più straziante di tutta la letteratura tragica - o infine quella di Polissena, da me arbitrariamente aggiunta, sacrificata sulla tomba di Achille per volere dei vincitori.

Chi vive la condizione di prigioniera, privata di ogni bene e destinata a schiavitù, non è in grado di tenere la realtà sotto controllo, ma è in uno stato di passività di fronte a un destino che l'ha sopraffatto e continua a soggiogarlo. Questo incalzare di esperienze angosciose culminano con esplosioni di dolore e di disperazione, nelle quali traspare il desiderio di morte. Lo sbocco più naturale in una situazione del genere è il pianto, espressione di un insufficiente controllo della realtà esterna, impossibilità di dominare il dolore dell'esperienza: una concezione disperata e senza la possibilità di sbocchi 'risolutori', una situazione senza prospettive, che Euripide ha inteso rendere in tutta la sua esasperazione.

Claudio Collovà



Claudio Collovà, regista teatrale nato a Palermo, autore di numerosi spettacoli, ha debuttato nel 1987 con 'Il cavaliere bizzarro' di Michel de Ghelderode. I suoi lavori sono stati prodotti, tra gli altri, dal Politecnico di Roma, da Teatridithalia di Milano, dallo Stabile d'Innovazione di Pescara, dal Festival sul Novecento di Palermo, dall'Istituto della Cultura di Bamako (Mali), dal Teatro Garibaldi di Palermo, dal Teatro Biondo Stabile di Palermo. Molti di questi lavori sono stati presentati in festival internazionali di teatro. La sua poetica, principalmente legata alla pittura ed alla fisicità dell'attore, si incrocia spesso con la danza e trae origine da fonti di ispirazione non solo teatrali. Tra i suoi lavori più conosciuti ricordiamo 'Le buttane' di Aurelio Grimaldi, 'Eredi' su Magritte, 'Miraggi Corsari' da Pasolini, 'Fratelli' di Carmelo Samonà, 'La caduta degli angeli' da i drammi celtici di W.B. Yeats, 'K. l'agrimensore' dal Castello di Kafka, 'La famiglia' dal Re Lear di Shakespeare, 'La terra desolata' di Eliot. Ha curato progetti di scrittura e di sperimentazione teatrale e seminari sulla pittura di Bacon, Goya, Magritte, Bosch, Bruegel, Hopper e Caravaggio. Ha collaborato come regista ad un progetto con il Deutches Teater di Berlino e per l'Unione dei Teatri d'Europa ha diretto 'Woyzeck' di Buchner al Wihelma Teater di Stoccarda. Ha inoltre scritto e diretto alcuni cortometraggi in digitale, tra cui ricordiamo 'Nadja' da Breton e 'L'alchimista' da Pasolini. Con la coreografa Rossella Fiumi, ha coodiretto 'Dramma involontario' dall'Otello di Shakespeare, e con la coreografa Alessandra Luberti ha codiretto 'L'Echo' dall'opera pittorica di Paul Delvaux. Come attore ha lavorato, tra gli altri, con Antonio Neiwiller negli spettacoli 'Dritto all'inferno', 'Salvare dall'oblio', 'Canaglie' e con Mario Martone, Elio De Capitani e Mimmo Cuticchio.


Andrew Walsh, si è diplomato alla Scuola di Scenografia e Arte al Central St.Martins e alla Slade Schools of Art.
Tra i suoi lavori: Miss Julie (Salisbury Playhouse), The school for scandal (Harrogate Theatre), Hansel and Gretel (Midlands Arts), The country wife (Citizens, Glasgow), Eve of retirement (Gate Theatre), The ignoramus and the maniac (White Bear Theatre), Back to Methuselah (Royal Shakespeare Company), Early morning (Oval House).
Opere liriche: Rigoletto (Opera East), The turn of the screw (Grange Park Opera), Die aegyptische Helena, die liebe der Danae, intermezzo, die schweigsame Frau (Garsinton opera), Manon Lescaut (Holland Park Opera).
Ha appena completato il ciclo L'anello dei Nibelunghi in qualità di assistente scenografo per il "New National Theatre" di Tokio.

 
Alessandra Luberti, studia danza classica, contemporanea, contact improvisation, tecnica release in Italia e negli Stati Uniti, si diploma in danza movimento terapia presso l'Art Therapy Italiana. Danza per diverse compagnie di danza contemporanea fra cui: Danzatori Scalzi, Balletto di Sardegna, Luc Bouy Dance Corporation, Compagnia Adriana Borriello e Teatridithalia, Compagnia Michele Pogliani.
Dirige la Compagnia di danza Esse p.a. di Roma e realizza spettacoli rappresentati in festival e rassegne italiane (Teatri '90, Danza und Tanz, Enzimi, Ammutinamenti, Venti Ascensionali, Nuova Danza, Teatro da Kamera...). Fra i suoi ultimi lavori Piacerdimiavita da Laing, Subrisio saltat e Foto d'interno da Il mito di Sisifo di A. Camus, Angelo x Cristiano da F. Woodman, L'echo primo studio sull'opera pittorica di P. Delvaux. Lavora come attrice e coreografa con il regista Claudio Collovà negli spettacoli: Eredi ispirato a  Magritte, Una solitudine troppo rumorosa da Hrabal, L'isola dell'esilio e La caduta degli angeli sui Drammi Celtici di Yeats, La Famiglia dal King Lear di Shakespeare, The Waste Land da T.S. Eliot, Donne in tempo di guerra da Le Troiane di Euripide. Tiene seminari e laboratori di danza in diverse città italiane e stabilmente presso l'Officina Ouragan a Palermo, spazio di ricerca di danza e teatro nato nel 2004 in collaborazione con il regista Claudio Collovà.



FOTOGRAFIE

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Laboratori

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Andrea Caimmi
 
CORSO DI DANZA CONTEMPORANEA
Rebecca Murgi
 
CORSO DI TANGO ARGENTINO
Natalia Giacchino
 

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