Hangar CultLab
Hangar CultLab
Hangar Teatro
Hangar Laboratori
Hangar Cinema
Hangar Party

 
Hangar Teatro 2006_2007



h_prg_ott_dic_06.jpg



Progetto KREAS carne
a cura di Federico Bomba


19-20-21 ottobre 2006 ore 21:30
Sineglossa in
STRABUS
da un'idea di Federico Bomba e Alessia Tripaldi
con Luigi Petrolini, Simona Sala
immagini luminose Luca Poncetta
sonorità Silvio Marino
regia Federico Bomba
Un lavoro sui confini. Sullo scambio metabolico, scelta obbligata di ogni essere organico. Un interno, un esterno, una camera delle visioni. Spazi ben definiti, delimitati però in modo precario. Si parte da uno zerbino, un limbo in cui non si può rimanere a lungo. Un non-luogo dal quale una scelta si impone. Due esseri umani, facce opposte della stessa moneta. La camera delle visioni, invece, la linea seghettata che, da un'altra prospettiva, divide la testa dalla croce. Una superficie in cui le immagini a volte mostrano un lato, a volte l'altro, fino a tentare, rendendo strabici gli occhi di chi guarda, la disperata impresa di mostrarli entrambi contemporaneamente. In un caso, l'attrazione verso l'isolamento è la risposta alla paura dell'esterno, il luogo in cui tutte le possibilità possono prendere forma; ma anche lo spazio del contagio, in cui il pericolo del contatto con l'infetto è reale. È il terreno in cui il potenziale dell'ambiguo, del non rigidamente definito, si può manifestare. E se l'ambiguità risulta inaccettabile, allora non rimane che barricarsi attorno alle certezze domestiche, alla ricerca di una effimera sicurezza degli oggetti. Ma, a conferma del secondo principio della termodinamica, in ogni sistema chiuso il disordine è in continuo aumento. Più si tenta una definizione, più le cose sfuggono di mano. Una catalogazione che lentamente si trasforma in un loop infinito, un'azione senza scopo che avvia chi ne è succube ad uno stato dis-umano, vicino all' inorganico. D'altra parte l'esterno chiama, necessità dello scambio metabolico, nonostante il contagio. Si impone con la sua presenza. Occorre, forse, una scelta di coraggio. Per scoprire la paura e la sua natura. Un passo oltre lo zerbino e lo spazio si allarga. E si arriva addirittura al punto in cui, per andare fino in fondo a quello che c'è fuori, bisogna entrare in altri spazi, superare ulteriori confini. Questo è il punto in cui le distinzioni si annullano, in cui 'dentro' e 'fuori' sfumano i loro significati.



Progetto KREAS carne
a cura di Federico Bomba


26-27 ottobre 2006 ore 21:30
Teatro di sensAzioni in
Progetto5_N°EDEN
di Maria Costantini, Samantha Turci, Elisabetta Gambi,Paolo Bernardelli e Massimiliano Nazzi
(performance di 30 minuti)
Finalista Premio Giovani Danz'Autori
Lo spettacolo nasce dall'idea di convogliare professionalità teatrali differenti in un unico progetto artistico: Maria Costantini, attrice - Elisabetta Gambi, danzatrice - Samantha Turci, scenografa - Paolo Bernardelli, drammaturgo - Massimiliano Nazzi, musicista. Questa collaborazione ha permesso allo spettacolo di partire dalle basi della danza per distanziarsene, verso una performance dove si incontrano e si scontrano i cinque linguaggi differenti di coloro che hanno realizzato l'opera, alla ricerca di unità nelle conscia differenza. Da qui Progetto5 che dal nome vuole essere un'unione di 5 personalità diverse che creano una compagnia estemporanea, formatasi per la realizzazione di un'unica opera. Nel Progetto5 non vige alcuna gerarchia e la suddivisione dei ruoli è permeabile, una scelta che porta con se tutti i rischi creativi di una reale democrazia a base maggioritaria.
Alla base dello spettacolo sta la riflessione su Mine-Haha, ovvero dell'educazione fisica delle fanciulle, di Frank Wedekind. Testo che racconta un ciclo di crescita di alcune ragazze in un parcoo, il cui unico scopo è quello di diventare oggetti di uno spettacolo. Corpi che si trasformano in merce di scambio economico con lo spettatore, che li guarda. Uno scambio che permette di mantenere in vita l'intero meccanismo che le circonda. Di qui lo studio sui meccanismi che l'uomo ha creato e di cui è anche divenuto schiavo. Il potere genera gabbie che a volte non paiono nemmeno tali. Un tentativo di organizzare la comunità per farla progredire sempre più. Dentro lo schema, l'uomo cerca la felicità o almeno la sua illusione. L'illusione del paradiso, un meccanismo che crea la normalità. Una normalità che non può esser violata, un potere che si genera con il terrore, la paura del fuori, dello sconosciuto. Uscire e guardar l'aldilà vuol dire la perdita di qualsiasi privilegio. La normalità crea sicurezza, in essa si sta bene, non si può invidiare nulla. Anche l'inferno è un meccanismo identico, c'è solo una diversa concezione di normalità. Un altro spazio limite, dove la violenza diventa la norma. E' solo un altro meccanismo umano, che si può chiamare guerra o carcere o fabbrica o… Ribellarsi al meccanismo è possibile, ma l'unico risultato possibile è la creazione di un nuovo meccanismo basato su un nuovo ordine. L'attore è un automa che compie i movimenti dettati da un congegno più grande di lui. Muoversi dentro la macchina senza la coscienza di essere il meccanismo di una cultura, alla ricerca di una libertà che porti ad un cambiamento. Una reazione che distrugge le regole per costruirne di nuove. La danza dei corpi e la danza del meccanismo. Tutto si muove e cambia nell'aspetto, ma mai nel profondo. L'attore è il protagonista di un'ineluttabile resa.




2-3 novembre 2006 ore 21:30
DoppioSenso Unico Teatro in
VIAGEATRUA'
scritto, diretto e interpretato da
Luca Ruocco
Ivan Talarico
Lorenzo Vecchio
Isacco deve morire. Ma suo padre, Abramo, non è capace di ucciderlo. Per questo motivo Abramo perde la stima di suo figlio e quella di dio. Per questo motivo lo stesso pugnale che non offese il figlio perisce il padre.Bavalacchio si droga. Cucurullo no. Killer di professione, non riesce a uccidere un infante a causa della discendenza da Abramo. Ma la caina stirpe di Isacco lo costringe a uccidere il suo tossico amico. Scannapieco, amico frustrato, guarda impotente la sua vita sfaldarsi a causa di Pancrazio, divinità assente.Don Agiorre Giona, curato nella parrocchia, malato di cuore, assolve il crimine di Cucurullo condannando sè stesso per bigamia e per offesa alla religione di stato.Puntellata da mute didascalie e illustri personaggi uguali che d'intrasatto scoprono la luna, l'epopea finisce celebrando, nella Chançon de Pancrace, le gesta dell'eroica stirpe che partorisce mostri.



9-10 novembre
Associazione Culturale NIM neuroni in movimento in
IL PERGOLATO DEI TIGLI
di Conor McPherson
traduzione di Alfredo Rocca
con
Pier Luigi Pasino
Vito Saccinto
Marco Taddei
"Il pergolato dei tigli" è un insolito e sincero viaggio all'interno della virilità maschile, che prende forma in modo diverso per ciascuno dei protagonisti di questa storia. Tre sono i personaggi, tutti uomini: Joe, un diciassettenne che nel mezzo del suo turbinio ormonale si sente attratto da un suo compagno di scuola; Frank, suo fratello maggiore che dimostra la sua virilità facendosi carico dei problemi della propria famiglia per cercare di risolverli; e infine Ray, un trentenne professore di filosofia dell'università, il quale nonostante la sua relazione con la sorella degli altri due, descrive la sua continua ricerca di nuove conquiste. Tre monologhi concatenati scritti con grande intelligenza e semplicità. Testo scritto nel 1995 dal giovane e già acclamatissimo drammaturgo irlandese Conor McPherson, autore, tra gli altri, de "La chiusa".



16-17 novembre 2006 ore 21:30
Freakclown in
PEACE AMIS
con Alessandro Vallin e Stefano Locati
regia di Alessandra Pasi e Rita Pelusio
Dimenticatevi i nasi rossi, le scarpe lunghe, le bretelle, le parrucche colorate, la musica da circo. I freakclown sono due personaggi senza tempo, senza dignità, senza rete. Arrivano da parti differenti per incontrarsi nello spazio scenico, ognuno con il suo carico di nervosismo, sentimento, ironia e pazzia. Lo spettacolo è assurdo, senza senso, avvolto dal bisogno di andare e venire, dalla necessità di lasciare il palco, luogo che li protegge ma li rende anche prigionieri. I freakclown sono clandestini che non possono emigrare, una coppia annoiata che non è in grado di lasciarsi, due lavoratori che non riescono a licenziarsi. Sono due personaggi che, come acrobati sul filo, sono in un continuo equilibrio. Sembrano i protagonisti di un film di Buñuel e al tempo stesso Estragone e Vladimiro di S. Beckett. Da questo susseguirsi di mancate fughe prendono vita sguardi, lotte, balli, giochi, serenate. Sul palco si mescolano le arti circensi come la giocoleria, l'equilibrismo e l'acrobatica con il teatro comico fatto di pantomima e commedia dell'arte.



23-24 novembre 2006 ore 21:30
Andrea Caimmi in
VROOOM!
di e con Andrea Caimmi
regia Andrea Bartola
Lo spettacolo è tratto dal libro "In vespa!" di Giorgio Bettinelli, che dal luglio 1992 al marzo 1993 percorre con una vespa 125 la distanza tra Roma e Saigon. Andrea Caimmi nel maggio 1997 ha cercato di eguagliarlo andando da Ancona a Bologna con la sua ET3 125 Primavera, ma ha capito di non avere la stoffa. L'impresa di Bettinelli però, è sempre rimasta nel suo cuore così, anni dopo, ha deciso di riaffrontarla con il mezzo che gli è più congeniale: il teatro. In scena Andrea Caimmi e la sua Vespa ET3 125 Primavera Blu Oltremare. Il racconto, orchestrato da Andrea Bartola, regista e compagno di viaggio, si snoda in 1 ora di spettacolo in cui vengono percorsi i 24000 chilometri dell'itinerario attraverso continui salti di tempo e di spazio. L'evento trascorre tra la semplice narrazione e l'incontro con personaggi immaginari, in un susseguirsi di situazioni differenti, con un occhio strizzato in particolare verso gli accidenti più curiosi, comici e paradossali. Lentamente il Viaggio Reale del Bettinelli e quello Virtuale del Caimmi si incontrano in una zona comune: la storia di un'impresa diventa come una parabola. Sulla speranza, sulla vita. Lo spettacolo dicendo la "sua" sul tema del viaggio, offre uno spunto per capire come in realtà ogni viaggio che intraprendiamo nella nostra vita sia anche un viaggio all'interno di noi stessi. A volte entusiasmante, a volte noioso, a volte drammatico. L'importante è macinare chilometri.



30 novembre - 1 dicembre 2006 ore 21:30
Oscar De Summa in
SELFPORTRAIT
...d'amore la bocca, di odio la testa...

di e con Oscar De summa
Da sempre la follia resta argomento d'interesse e di fascino più che diffuso. Molte sono infatti le scienze e le letterature che se ne sono occupate senza però riuscire mai ad arrivare sostanzialmente a nessuna conclusione definitiva che tolga dall’imbarazzo del potrebbe succedere a tutti. Ci sono sicuramente stati passi avanti rispetto alle tipologie, alle cause particolari scatenanti, a volte anche a terapie possibili, ma quasi sempre sono empirismi, fortunati o meno, che tentano la comprensione ma che rimangono alla catalogazione. Il dato fondamentale che si rivela è, forse ciò che appunto affascina, la frattura. Attraverso questa frattura scopriamo, deduciamo, intuiamo spazi sconosciuti che la codifica e la strutturazione dei comportamenti cosiddetti normali non ci permette ne di guardare ne tanto meno di vivere. Varcate le mura che cingono la città (la ratio) si apre l’orizzonte infinito, inizia la dismisura punita dagli dei, che l’uomo non è strutturato in modo di poter reggere tale dismisura. È lì che io mi sono affacciato, prendendo spunto dai telegiornali, che sempre più spesso ci raccontano di gente impazzita; è lì che mi sono affacciato cercando di attenermi strettamente ai fatti e solo per scoprire che i fatti non possono sottostare alla logica della narrazione o della cronaca. Per essere raccontati devono per forza attenersi ad una logica della sensazione: coinvolgere e stravolgere costantemente i livelli di percezione dei differenti sensi, per meglio corrispondere al reale del protagonista, ovvero l’attraversamento della frattura da cui non c’è più ritorno se non a patto di dimenticare.



7-8 dicembre 2006 ore 21:30
Mirella Treves in
ROSITA & SIMO
regia di Gjermund Husby
"Rosita & Simo" è uno spettacolo tragico/comico interpretato con la tecnica del clown teatrale, dove si alternano pause riflessive ad esploit divertenti. Rosita comunica al padre la decisione di voler cambiar vita, scappare da una esasperante Milano per rifugiarsi nella più protettiva natura. Idealizzata in principio la nuova vita, si trova verosimilmente costretta a dover affrontare prove più o meno ardue. La donna sembra restare continuamente in bilico tra il reale vissuto e la sublimazione fantastica, lasciando allo spettatore il compito di reinventare la propria visione.



16-17-18 febbraio 2007 ore 21:30
Compagnia Vicolo Corto in
PRO LOCO
di Andrea Caimmi
con Loretta Antonella, Francesco Giarlo, Laura Graziosi, Stefano Tosoni
regia e drammaturgia Andrea Caimmi
Otto Fenichel nel '34 scrive: "Che l'individuo sia spinto a soddisfare le proprie necessità biologiche è una verità elementare. Nel quadro degli attuali rapporti sociali la domanda può essere posta unicamente nei seguenti termini: perché le persone non rubano?"
La terra dalle armoniose colline che diede i natali al sommo Leopardi, all'illustre Raffaello e all'irraggiungibile Valentino Rossi, osserva attonita l'avventura disperata di Franco, giovane imprenditore dal passato mediocre, dal presente in crisi e dal futuro ipotecato dal fallimento, che decide di risolvere la sua situazione tirando fuori il coraggio che non ha mai avuto: rapina una banca. Un corto circuito della mente che lo trascina attraverso campagne, boschi, strettoie e borghi anonimi in una fuga senza meta, braccato da personaggi ancora più in corto circuito di lui.
Ritratto di provincia in minore, di una terra che fa del basso profilo un suo punto di pregio e di una storia folle che si dipana tra i suoi dolci paesaggi.
Ritratto di una provincia minore, come minori sono i suoi protagonisti. Un luogo che si ritrova cambiato e che, come risvegliandosi da un lungo sonno, scopre un'immagine di sé non più conforme alla realtà.
La quiete dei suoi dolci paesaggi è stata travolta dal ritmo dissennato della vita attuale, come dissennata è la ricerca di un punto da cui ripartire e su cui ricostruire una percezione di sé. L'esperimento è quello di applicare il meccanismo narrativo della sit-com al teatro, coadiuvato dall'intervento del video. La vicenda da trafiletto di cronaca nera locale si snoda attraverso il ritmo elevato della narrazione, il montaggio delle scene e la recitazione incalzante degli attori fino al suo epilogo. E acquista la sua dignità ad essere raccontata. L'Italia in una regione.
La nostra storia in uno spettacolo.




20-21 aprile 2007 ore 21:30
La Ragnatela - Ricerche Teatrali presenta
ANNA CAPPELLI
di Annibale Ruccello
con Giulia Ragni
regia Tommaso Benvenuti
Anna è una donna qualunque che vive e combatte con i problemi della vita circondata da una spirale di musica e personaggi immaginari. Imprigionandosi in una realtà da cui non può più uscire, l'unico modo per sopravvivere è ripercorrere ciclicamente la sua storia.



27-28 aprile 2007 ore 21:30
Teatro del Trabattello presenta
INGRESSO 5 EURO- RADIODRAMMA DA CAMERA
Liberamente ispirato a "99 francs" di Fréderick Beigbeder
con Romina Antonelli, Massimo Franzoni, Fabrizio Moroni, Oscar Genovese
adattamento e regia Oscar Genovese
Protagonista Octave, pubblicitario parigino stapagato e dall'esistenza squallida. Pienamente assorbito dalla carriera, si concede come passatempi la cocaina e la frequentazione di una squillo. Il mondo della pubblicità con occhio cinico, quasi senza speranza, con colpo di scena finale.



8-9-10 giugno 2007 ore 21:30
Circo Amalassunta presenta
IO TE, EGLE E LINA
con Loretta Antonella e Tiziana Marsili Tosto
regia Tiziana Marsili Tosto e Rosetta Martellini
"Io te, Egle e Lina" è la storia di due attrici che dopo molte esperienze teatrali, istituzionali e non, decidono di mettere in scena da sole una drammaturgia tratta dal film Nella Città l'Inferno di Renato Castellani, con Anna Magnani e Giulietta Masina. Sul palco, tra momenti di grande entusiasmo e di inevitabile sconforto, combattute fra il forte desiderio di fare un teatro diverso ed i problemi legati alla complessità del lavoro, alla mancanza di soldi, al bisogno di visibilità e di spazi adeguati, le due attrici si troveranno presto ad affrontare qualcosa d'imprevisto: percorso e destini s'intrecciano, errori e successi si sovrappongono, vita e teatro si fondono.




---> HANGAR teatro 2005-2006




 

Laboratori

CORSO DI TEATRO
Andrea Caimmi
 
CORSO DI DANZA CONTEMPORANEA
Rebecca Murgi
 
CORSO DI TANGO ARGENTINO
Natalia Giacchino
 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!