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OFF/side
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OFF/side – Teatro del Presente è una rassegna di teatro che nasce da una domanda: che cos’è il teatro off? Le risposte possono essere innumerevoli: è il teatro dei circuiti alternativi, è il teatro emergente, è il teatro che non si fa a teatro? Questo termine difficilmente rientra in una definizione precisa e viene recepito in maniera diversa dal pubblico. Ognuno ha la propria idea sul “teatro off”.
Per noi è un teatro che rischia, che ricerca nuovi stili e nuovi linguaggi, azzarda nuove drammaturgie, intraprende percorsi inediti. E’ l’espressione di una nuova generazione teatrale che sta crescendo e maturando. E’ una finestra su un mondo, quello teatrale, in fermento e pieno di vitalità.
La linea poetica di OFF/side è il “presente” non a caso tutti gli spettacoli proposti “nascono dalla quotidianità”: da fatti di cronaca avvenuti, da una particolare visione della società in cui viviamo, dalla precarietà del nostro vivere, dal mondo che sta cambiando alla velocità della luce. Ogni appuntamento è uno specchio deformato del nostro vivere, ma ogni artista lo affronta con la propria ed originale sensibilità facendo immergere il pubblico in un viaggio che lo riporta poi al presente.
OFF/side – teatro del presente è un nuovo progetto curato dalla Compagnia Vicolo Corto di Ancona in collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche – Fondazione Le Città del Teatro e AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia di Ancona.
Otto appuntamenti da marzo a maggio dove protagonista sarà la contemporaneità.




PROGRAMMA

venerdi 5 marzo 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

NOCHE DE LUZ
new bossa nova musica d’autore
Ida Ranalli voce, Massimiliano Bianchi fiati, Graziano Ranalli chitarra, Daniele Taucci basso e contrabbasso, Francesco Marchetti batteria

Noche de Luz

Formazione bossanova/jazz di cinque elementi, i Noche de Luz provengono da diverse esperienze musicali. La formazione viaggia tra jazz, bossanova, cantati in lingua e brani italiani arrangiati allo stile del gruppo proponendo una musica con un sound dalla linea melodica che richiama vagamente il pop, perfettamente equilibrato tra il sax cool e le armonie ritmiche della chitarra. Una musica a volte "leggera" e ricca della morbidezza ovattata del cool coniugata al ritmo della samba che dona una cornice alla voce rendendola ancor più accattivante. I diversi stili dei musicisti si sono ben amalgamati dando vita a sonorità inusuali con soluzioni armoniche interessanti. Il Gruppo partecipa a varie serate in locali della regione Marche riscuotendo un notevole successo di pubblico e di critica classificandosi nel 2008 alle finali di importanti concorsi nazionali per la musica e la canzone d’ autore, tra le quali:
Le Risonanze (Padova);Concorso Emozioni 2008 – Vigonza (Pd); Concorso Comune Due Carrare Due terre 2008 (Pd); Concorso Singing Life Comune di Pavia 2008; concorso musica emergente “Tour Music 2008”; finalisti del Premio Augusto Daolio Città di Sulmona con premio per la miglior esecuzione tecnica consegnato direttamente dal noto gruppo italiano PFM.

I COMPONENTI DEL GRUPPO
Ida Ranalli (voce), ha studiato canto all’ Accademia Pergolesi con stage di perfezionamento in Italia e all’ estero (Sidney). La voce si distingue per una notevole estensione, presenta una timbrica flessibile e sensuale che si adatta allo stile creando atmosfere oniriche.
Massimiliano Bianchi (fiati-sax contralto tenore-clarinetto), ha studiato nei conservatori di Roma, Pesaro e l’Aquila. Compositore classico e jazz ha partecipato a diversi festival internazionali e ha scritto sigle e colonne sonore anche per la Rai. Vanta una notevole esperienza concertistica.
Graziano Ranalli (chitarra), autore e compositore, partecipa a stage di perfezionamento con Jhon Basile, Sandro Gibellini, Pat Martino, approda alla musica latino americana partecipando a diverse realtà musicali.
Daniele Taucci (basso contrabbasso), insegnante di chitarra-basso e contrabbasso presso la scuola Centro Zona Musica di Ancona. Nasce come bassista Jazz/blues, recentemente approda alla musica latino americana. Segni particolari: un sound caldo con una ritmica decisa ed essenziale.
Francesco Marchetti (batteria), musicista molto apprezzato nella zona e partecipe in diverse realtà musicali, soprattutto nel blues sta effettuando corsi di perfezionamento con Massimo Manzi batterista Jazz molto conosciuto a livello nazionale ed estero.




mercoledi 17 marzo 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

SEQUESTRO ALL’ITALIANA
di Michele Santeramo
regia Michele Sinisi
con Vittorio Continelli e Michele Sinisi
scene, luci e costumi Michelangelo Campanale
tecnico audio-luci Nicola Cambione
in coproduzione con il Comune di Andria
in collaborazione con il Festival Castel dei Mondi
Testo finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009


Sequestro all'italiana

Sequestro all'Italiana è la storia di un fallimento: volevamo lavorare sul "candore" e siamo arrivati a mettere in scena il suo opposto. Pur partendo da un fatto realmente accaduto, non tentiamo una descrizione dell'attualità, che è troppo veloce perché uno spettacolo teatrale possa starle dietro. Il tentativo è di mettere in scena i tipi umani da cui scaturisce questa attualità, sempre diversa nei suoi esiti, ma determinata da vizi antichi.
Si può fare qualunque cosa, macchiarsi di qualunque crimine, ma basta poi convocare una televisione, per dire "chiedo scusa" in primo piano. Ve lo ricordate, no? Un uomo entra in una scuola materna e sequestra una classe di bambini perché vuole assolutamente parlare col sindaco. Non ha parlato con lui, ma ha rilasciato un'intervista.
Far qualcosa "all'italiana" significa, come ci viene quotidianamente detto, scambiare la furbizia per intelligenza? Far diventare il vizio una virtù? Come al solito, guardiamo al particolare per tentare uno sguardo sul tutto. Partiamo dal fatto locale per descrivere un comportamento, un bisogno, una necessità, che sono riscontrabili ovunque.
La nostra è la messa in scena di un sequestro. All'italiana però. La coppia di maschi di questa storia ha deciso ed è stata indotta ad essere protagonista di un fatto di cronaca significativo: tengono in ostaggio una classe in un aula di una scuola. È una farsa. E forse è questo il problema.

La Compagnia Teatro Minimo nasce nel 2001 ad Andria (Bari) dall'incontro tra Michele Sinisi e Michele Santeramo, due attori provenienti da percorsi diversi, ma legati dall'attenzione per la scrittura, per la parola, per il racconto.
In repertorio hanno "Murgia (cartolina di un paesaggio lungo un quarto)" segnalazione specialepremio GENERAZIONE SCENARIO 2003; "Konfine" (Selezione Enzimi Teatro 2003); "Accadueò" (vincitore Le Voci dell'Anima 2004); "Vico Angelo Custode", coprodotto da Fondazione Pontedera Teatro con il sostegno del FestTeatro di Tirano; l'“Amleto”, coprodotto dal Festival Castel dei Mondi, con il sostegno di Pontedera Teatro, Fest Teatro e Armunia festival. Nel 2007 Michele Santeramo pubblica Sacco e Vanzetti per Editoria & Spettacolo e Michele Sinisi è Buddy in Noccioline con la regia di Valerio Binasco, produzione Teatro Eliseo.
In coproduzione con il Festival Castel dei Mondi, Teatro Minimo ha prodotto nel 2007 Cirano, una riscrittura musicale del Cyrano de Bergerac e Il Sogno degli artigiani da W. Shakespeare. Nell'ambito del progetto Terre Parlanti: Colloqui tra le terre di Puglia e Grecia finanziato da INTERREG IIIA GRECIA-ITALIA 2000 -2006 Teatro Minimo ha prodotto Iupiter, un film teatrale su missili e bombe nucleari.
Tante le esperienze laboratoriali su testi classici e di nuova scrittura. Il Teatro Minimo è attualmente formato da Michele Santeramo e Michele Sinisi, registi, scrittori e attori, e da Antonella Papeo, organizzatrice.




venerdi 19 marzo 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

Compagnia NIM
OFFICINA MIA
di Marco Taddei
regia Massimo Mesciulam
con Pier Luigi Pasino, Matteo Alfonso, Marco Taddei, Davide Mancini, Andrea Pietro Anselmi
luci Sandro Sussi
in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova


Officina Mia

Il mondo giovanile e la precarietà del lavoro, sullo sfondo di un “pulp” in cui la violenza si mescola con la solitudine. È in questo scenario degradato che alcool e violenza diventano insieme via di fuga e di riscatto dalla prigione della quotidianità. L`azione si svolge in un`officina ai margini desolati di una metropoli, dove tre giovani meccanici e il loro datore di lavoro stanno celebrando in forma di festa la definitiva chiusura del luogo in cui sino allora si era pur precariamente realizzata la loro esistenza, quando da un mondo lontano capita per caso tra di loro uno strano cliente. La sua macchina si è guastata, ma lui ha fretta di consegnare una misteriosa valigetta che porta sempre con sé. Tra iperrealismo e esasperazione al limite della follia, il clima si fa ben presto incandescente. Sino al punto di lasciar trasparire il fantasma di una possibile lotta di classe, sotto la trama subito dichiarata dello scontro generazionale. Un testo insieme duro e divertente, scritto con uno sguardo a Quentin Tarantino e uno al mondo giovanile cui appartiene Marco Taddei, attore diplomato alla Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova e già autore di Iris, testo messo in scena dalla compagnia Nim.

La Compagnia Teatrale Nim “neuroni in movimento” è composta da Matteo Cremon, Barbara Moselli, Pier Luigi Pasino, Fiorenza Pieri, Vito Saccinto e Marco Taddei, tutti attori formatisi alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, teatro con il quale lavorano e collaborano tutt’oggi.
La compagnia propone un teatro d’attore e cerca di essere specchio della realtà che viviamo. Questo comporta una scelta drammaturgica, attoriale e stilistica che sostenga l’obiettivo. Dopo quattro anni di lavoro insieme hanno sviluppato un gusto personale sul teatro e sul tipo di messa in scena che ha lo scopo di raccontare una storia nel modo più semplice ed onesto possibile nei confronti del testo, dell’autore e della umanità dei personaggi da interpretare.
Si ripropone, quindi, l’attore come punto fondamentale di una messa in scena credendo nel suo ruolo sociale. L’attore è testimone dell’essere umano e del periodo storico in cui vive.
Una produzione artistica estesa anche alla scrittura per cogliere l’opportunità di essere anche autori di sé stessi (”Iris” di Marco Taddei e “I corti” di Pier Luigi Pasino).




venerdi 26 e sabato 27 marzo 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

IL CALAPRANZI
con Andrea Caimmi e Andrea Bartola

Il Calapranzi

Una stanza. Due uomini. Ben e Gus sono due killer e aspettano che dalla porta esca il loro “compito”, la vittima. Da anni l’organizzazione li impiega così. Stessi posti, stessi oggetti, stesse modalità. Ma non ora. “E’ molto più brutto dell’ultimo posto dove siamo stati” annota Gus, sempre più nervoso e divorato dai sensi di colpa. Ben reagisce con sempre maggiore autorità per mantenere il controllo della situazione ma la tensione continua a crescere. L’attesa snervante di qualcosa di sconosciuto esplode in momenti paradossali. I killer trasfigurano: due Stanlio e Ollio che devono uccidere o due malavitosi stritolati dalla paura? Una nota sempre più cupa si espande per la stanza. La conclusione è la stessa per entrambi: stavolta c’è qualcosa che non va.

Andrea Caimmi nasce ad Ancona il 5 agosto 1971. Dopo aver conseguito la maturità classica si trasferisce a Bologna dove si diploma presso la Scuola di Teatro di Bologna nel ’93 e successivamente si laurea in Lettere Moderne con una tesi sul “Pasticciaccio” di Gadda, analizzando in particolar modo i rapporti tra teatro e romanzo. Non ancora diplomato partecipa ad “Antigone delle Città” (1992) a cura di Marco Baliani. Dopo la scuola inizia poi a lavorare come attore professionista allo Stabile di Bologna (1994-1996) con spettacoli di Pirandello, Buchner, Goldoni per la regia di Nanni Garella.
Affronta ruoli da protagonista in “Via delle Oche” di Carlo Lucarelli (1999-2001), per la regia di Luigi Gozzi quindi con Massimo Navone nel “Macbeth” di Shakespeare presso il Teatro Libero di Milano nel 2000.
Dal ’99 è impegnato con la compagnia dello Stabile delle Marche, con cui ha messo in scena “Scene d’amor perdute” liberamente ispirato al teatro di Shakespeare, con la regia di Massimo Navone (1999) poi con la regia di Giampiero Solari in spettacoli come “Nozze” (2001-2002), “Don Giovanni” (2002), “Il Borghese Gentiluomo” (2003) con Giorgio Panariello.
Con Paola Galassi nello spettacolo “L’isola” (2003) approfondisce il rapporto cabarettistico con il pubblico. Nel 2004, per la regia di Andrea Bartola, ha scritto e interpretato il suo primo spettacolo autoprodotto, “Vrooom!”, tratto dal libro di Giorgio Bettinelli “In Vespa” rappresentando insieme alla sua Vespa, un viaggio realmente accaduto da Roma a Saigon in sella ad uno scooter.
Nei primi del 2006 ha curato un progetto Pinter con le scuole superiori di Ancona, mettendo in scena con Andrea Bartola “Il calapranzi” di Harold Pinter in un vecchio deposito abbandonato sul porto di Ancona. Attualmente collabora con il Teatro del Canguro – Teatro Stabile d’Innovazione per l’infanzia e la gioventù di Ancona: ha curato la regia di “Come Moby Dick” (2007), e fa parte del cast de “Il sogno di Amleto” (2008) due nuove produzioni del Teatro del Canguro nell’ambito del progetto Palcoscenico Marche – Futura Memoria.

Andrea Bartola nasce artisticamente nel 1986 come chitarrista in un gruppo punk rock. In seguito si avvicina al cabaret giungendo finalista al concorso Cabaret Amore Mio di Grottammare. Dopo essersi laureato in sociologia con una tesi sul “ridere a teatro e la commedia dell’arte” e aver frequentato la scuola internazionale dell’attore comico diretta da Antonio Fava si trasferisce in Spagna dove collabora in veste di attore e regista a diversi allestimenti di commedia dell’arte e teatro di strada. Nel frattempo apprende tecniche di clown teatrale con i maestri Eric De Bont (International Clown School). Jango Edwards, Leo Bassi e Johnni Melville con il quale collabora anche durante il festival diteatro di Araya (Paesi Baschi). Tornato in Italia e’ presente come attore in tutti gli spettacoli del Teatro Stabile delle Marche: nel “Brancaleone” con Massimo Venturiello ruolo da coprotagonista, “Deus Ex Machina” con Pino Quartullo, “Arlecchino servitore di due padroni” nel ruolo di Arlecchino, “Nozze e Don Giovanni”, “Il Borghese Gentiluomo” di Molière con Giorgio Panariello regia di G. Solari, “L’Isola” regia di Paola Galassi, “Roberto Zucco” di B.M. Koltés regia di Cherif.
Ha seguito seminari di interpretazione con Valerio Binasco, Giampiero Solari e Gilles Smith (National Theatre di Londra). E' stato attore-regista del gruppo teatral-cabarettistico Gli Inflessibili giunti finalisti al festival nazionale di cabaret di Torino con lo spettacolo “Il silenzio dei tubi innocenti”. Ha curato la regia e scritto i testi dello spettacolo clown “Ondecomiche” e “Durerà’” presentato al festival Inteatro di Polverigi nell’estate 2005. Con l’associazione Acchiappasogni di Falconara ha inaugurato una scuola biennale sul clown di teatro. Recentemente ha tenuto un seminario di teatro con i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Valona (Albania) e ha messo in scena con loro uno spettacolo dal titolo “Robe da matti”.



sabato 10 aprile 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

UNZINZINOFRAILSEMIDOLCEEILDOLCE...
Vita, quasi morte e miracoli di un povero giovane
di e con Stefano Bellani
da un’idea di Andrea Mancini


UNZINZINOFRAILSEMIDOLCEEILDOLCE...

Un attore, più personaggi, tutto attorno a Alex e Mister Sommer.
Alex è un ragazzo di oggi, studente intellettuale, con poca voglia di lavorare (questo lo dicono i suoi). In uno dei flash back che ne raccontano la piccola vita, Alex è anche un adolescente in crisi, di quelli che ce l’hanno tutti con lui, del mondo com’è cattivo, un ragazzino deciso a farla finita. Mister Sommer è invece un buffo personaggio, un po’ folle, la cui unica apparente occupazione è quella di camminare, attraversando città e paesi, a volte persino laghi.
Mister Sommer porta con sé una sacca con tante scatoline di latta. E in ogni scatolina c’è un segreto, un segreto di Mister Sommer, che in realtà appartiene anche a Alex, e un po’ anche a tutti gli spettatori. Un segreto che è anche una storia di tutti i giorni, una critica, a volte feroce, a volte più delicata, sul mondo.
La storia è dunque un intreccio di situazioni comiche, di storie un po’ incredibili, attraversate dai due personaggi, il tutto condito di una comicità che sa anche essere irresistibile, e che spesso è semplicemente tragicomica.
Alex è un personaggio imbranatissimo, potrebbe assomigliare a Sommer, ma solo per sottrazione. Sommer cammina a passi lunghi, Alex a passettini corti. Sommer parla con una voce buffa e altisonante, Alex quasi non parla, si mangia le unghie, non capisce niente dei sogni delle ragazze, ma neanche dei suoi sogni. Alex non è nessuno, mentre Sommer alla fine...

Stefano Bellani vince, con un numero di clownerie assieme a Gabriele Bianchi, il Premio della Critica al Festival Nazionale del Cabaret Emergente (Modena, 1998), dove conosce Chris Channing il quale lo indirizza verso un corso intensivo tenuto da Paola Coletto e Giovanni Fusetti (assistenti pedagogici e insegnanti di improvvisazione all’Ecole Internationale de Théâtre Jacques Lecoq di Parigi) ad Albiano (Ivrea) sulla ricerca sul clown, e un corso annuale, sempre sul clown, tenuto a Padova dagli stessi insegnanti.
A partire dal 1997, inizia un’attività cabarettistica e teatrale svolta in numerosi locali, piccoli teatri e piazze.
Nel 2000 scrive e interpreta il monologo comico - Lo strano caso del dottor Alex e Mister Sommer - tratto da un libro per bambini di Patrick Suskind, per la regia di Andrea Mancini.
Come monologhista debutta nel 2001 con Probaby the best show in town. Con lo spettacolo Bacco, Tabacco e Bacco, ha vinto il Primo Premio e il Premio del Pubblico al Concorso Satira Invece - Cabaret (Treviso, 2003), guadagnato le finali del Festival Nazionale del Cabaret (Torino-2004) e del Premio Tognazzi (Cremona-2005).
Nel 2006 ha debuttato con lo spettacolo teatrale "Ho messo la sciarpa alla Madonna", monologo comico dove, con una certa amarezza, mette in scena la propria esperienza di lavoratore precario.
Nel 2007 il debutto televisivo: ZELIG OFF e ZELIG (Canale 5) e il nuovo spettacolo di cabaret E quando lei... Ma teee...!?
Nel 2008 scrive con l’autore di Zelig Antonio De Luca Il grande libro dei Ma teee...!? Erotismo coniugale e altri ossimori (Sonzogno) Partecipa alle edizioni di ZELIF OFF e ZELIG 2008.



domenica 25 aprile 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

F - FREEDOM
di e con Simona Lisi
musiche mediterranee Jordi Savall, Brahams
luci Mauro Marasà
collaborazione scene e costumi Stefania Cempini
produzione Teatro Stabile delle Marche


F - FREEDOM

Questo lavoro nasce dal bisogno di parlare del nostro paese. Un paese dove la libertà è messa a repentaglio ogni giorno da una serie di azioni politiche e demagogiche che da decenni minano la dignità e la libertà di espressione di ogni cittadino, in maniera sottile prima e ora in modo scoperto e compatto.
La libertà è un concetto irrinunciabile su cui si fonda ogni forma di democrazia. Ci sono voluti secoli di storia e guerre e fatiche degli uomini per arrivare a una forma di governo che prevedesse la libertà di pensiero e di azione come fulcro centrale di ogni successiva estensione dei diritti e doveri di una società civile. Un concetto largamente abusato negli ultimi sviluppi della politica italiana.
Cos’è la libertà? Fino a dove ci si può spingere in nome della libertà individuale? quando si è liberi? quanto invece ci limita la libertà eccessiva degli altri? quando un popolo si può fregiare del titolo di popolo delle libertà? Siamo un popolo libero?
“On liberty” è un breve e denso saggio fondamentale per gli sviluppi del liberismo in Occidente. John Stuart Mill lo scrisse nella seconda metà del Ottocento per fare il punto su tutta una serie di interrogativi che alimentavano la discussione intorno alle appena nascenti democrazie.
Mill riteneva che la convivenza divenisse più ricca in una società in cui ognuno è libero di operare le sue scelte. Vedeva però anche i rischi di una società così liberale; per Mill lo Stato di diritto veniva prima della Democrazia. Non esiste infatti potere la cui influenza non diventi dannosa quando regna incontrollato.
Da qui si entra nella nostra Italia fatta di bandiere sbandierate al vento, di circhi mediatici di dubbia natura, di una classe politica folcloristica e folclorica che colora di risa e vergogna il nostro sapere. Tra stacchetti, pantomime e danze dinoccolate si snoda il soggetto di questo balletto politico che vuole puntare il dito sui colori del nostro paese e contemporaneamente sullo sfacelo che copre tutto come coltre pesante, pesante come una bandiera di un patriottismo vacuo. Benvenuti in Italia monsieurs et madames.

Formazione di danzatrice, attrice e musicista Simona Lisi ha studiato in Italia, Belgio ed Inghilterra. E’ laureata in Filosofia e abilitata all’insegnamento di Filosofia, Pedagogia e Scienze umane. Ha conseguito il Postgraduate Diploma in Contemporary Dance alla London Contemporary Dance School di Londra.
Ha lavorato con registi come Mario Martone, Pippo Del Bono, Egisto Marcucci, Fabrizio Crisafulli e con i coreografi Giovanna Summo, Simone Sandroni (Deja Donnè), Adriana Borriello, Chiara Reggiani. E’ stata scelta per frequentare seminari con Anne Therese De Keerschmacker, Wim Vandekeybus, Cesare Ronconi. E’ attrice in produzioni video e cinematografiche.
Affianca il lavoro di interprete con quello di una ricerca artistica personale che la porta a creare spettacoli, ad ideare percorsi pedagogici, a progettare rassegne d’arte e teatro contemporaneo.
In particolare, dal 1997 è autrice di suoi spettacoli in cui lavora sulla contaminazione tra musica, voce e gestualità. Ha prodotto tre assoli Requiem K626, Luce Ner e Valzer con cui ha iniziato a comporre sue musiche per pianoforte e voce. Nel 2001 ha creato Sehnsucht- Fiore Azzurro, coreografia di gruppo scelta per rappresentare le Marche alla “X Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo” a Sarajevo. Insegna in istituzioni pubbliche e private tecniche di danza contemporanea e analisi del movimento.



giovedi 29 e venerdi 30 aprile 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

LUCKY STAR
Spettacolo per due gemelli monozigoti
regia e ideazione di Alessandro Sciarroni
drammaturgia Alessandra Morelli e Alessandro Sciarroni
musiche Paolo Persia
in scena Marco e Roberto Tarquini
produzione Teatro Stabile delle Marche


LUCKY STAR

Lucky Star è una digressione su Romeo e Giulietta.Si parte dalla nozione di «Star crossed lovers», amanti simili a stelle già spente, come li definisce Shakespeare, che incarnano un'unica funzione riflessa in due immagini identiche. Come davanti ad uno specchio, sono uguali e contrari e si riconoscono come anime gemelle. Sotto una cattiva stella viene generato il marchio di morte impresso sul destino di ciò che essi desiderano sia l'amore. «Io non sono più qui» dice lo sguardo accecato di egocentrismo del virile Romeo, mentre si posa su quello della sventurata, costringendola dolcemente, come quando si guarda negli occhi la gorgone, a trasformarsi in un'immagine che solamente dice «É stato», nell'istante in cui questa, prende la forma del soggetto amato: unico amore, unico odio. Unica sfortuna: trovare un altro uguale a sé. É forse questo il peccato più grande, o la sfortuna causa del male dei due. Il fatto di incontrare e di riconoscere qualcuno che è identico in tutto e per tutto a te stesso, l'anima gemella. E se l'anima coincidesse con il corpo?
Alessandro Sciarroni, dal 1998 al 2006, compie la sua formazione artistica partecipando in qualità di attore e performer alle principali creazioni di Lenz Rifrazioni: una delle realtà più interessanti nel panorama della ricerca teatrale contemporanea italiana.
In particolare, per i ruoli da lui rivestiti all’interno del progetto monografico della compagnia su Calderòn de la Barca, viene segnalato dalla critica italiana e straniera come sensibile interprete della scena artistica contemporanea. Nel 2007 firma la sua prima creazione come artista indipendente. La performance intitolata “Your girl”, viene selezionata e partecipa in concorso alle serate finali del Premio Internazionale della Performance di Dro, Centrale Fies.
Il lavoro “If I was your girlfriend”, sempre del 2007, vince il premio “Germogli”, mentre nel 2008 vince il premio “Nuove Sensibilità” con il progetto “If I was Madonna”.



venerdi 28 maggio 2010 ore 21.30
Teatro Studio Mole Vanvitelliana di Ancona

Carrozzeria Orfeo
SUL CONFINE
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo
musiche Massimiliano Setti
produzione Carrozzeria Orfeo / Teatro dell’Acquario Centro RAT (Stabile D’Innovazione della Calabria), in collaborazione con Questa Nave
Spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2008


Sul Confine

Buio. Due uomini si risvegliano in un luogo sconosciuto. Non si conoscono, ma forse si sono già visti prima. Qualcosa nei loro occhi li unisce nel profondo. Dai vestiti sembrerebbero soldati ma chi li ha portati lì? Come sono arrivati? E perché insieme? Intorno a loro sabbia, deserto ovunque. Ricordare appare impossibile. L’incubo di essere impazziti, il sospetto di essere spiati o vittime di esperimenti, l’alienazione del sogno, il timore della morte li tormentano. Poi all’improvviso un’immagine, un ricordo che li unisce: il fiume, che scorre in mezzo al deserto e come una lama divide gli uomini e la guerra. Con sé trascina il cadavere di un soldato, un amico contaminato e ucciso dall’uranio impoverito, un caso che l’esercito ha preferito insabbiare. Su quelle stesse rive, scolpito nella mente di entrambi, un alberello secco con le radici immerse nell’acqua. Attraverso quest’immagine intraprendono un “pericoloso” viaggio nella memoria e si accorgono di essere “sul confine”, luogo di scelta e di passaggio, tra ricordi da espiare e scarpe bianche da calzare.

La compagnia nasce nel 2007 e da vita al suo primo spettacolo Nuvole barocche, patrocinate dalla Fondazione Fabrizio De Andrè e coprodotto da Questa Nave. Con il loro primo spettacolo giungono in finale a due dei più importanti premi nazionali per le arti sceniche: il premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e “Nuove Sensibilità”, iscritto all’interno del Festival Teatro Italia di Napoli. In entrambi i premi ricevono una menzione speciale della giuria come lavoro particolarmente intenso, umano e meritevole d’attenzione.
A questo primo progetto seguiranno Gioco di Mano (2008) e Sul Confine (2009), coprodotto dal Centro RAT – Teatro dell’Acquario (Stabile d’Innovazione della Calabria) e vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”.




OFF/side - Teatro del Presente
una stagione alla mole

Enti promotori:
Comune di Ancona - Assessorato alla Cultura
Provincia di Ancona - Assessorato alla Cultura

Progetto:
Compagnia Vicolo Corto
Hangar CultLab
in collaborazione con
Teatro Stabile delle Marche
AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali


Ancona, Teatro Studio
Mole Vanvitelliana
5 marzo - 28 maggio 2010

inizio spettacoli 21.30
ingresso 7 €

Informazioni:
Compagnia Vicolo Corto
071.2900915 | 328.7908884 | 339.6519581
www.vicolocorto.it
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Teatro Stabile delle Marche
071.5021611
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www.stabilemarche.it

AMAT
Associazione Marchigiana Attività Teatrali
071.2072439
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.amat.marche.it




 

Laboratori

CORSO DI TEATRO
Andrea Caimmi
 
CORSO DI DANZA CONTEMPORANEA
Rebecca Murgi
 
CORSO DI TANGO ARGENTINO
Natalia Giacchino
 

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