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Hangar Teatro 2007_2008



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venerdì 21 e sabato 22 dicembre 2007 ore 21.30
ERCOLE E LE STALLE DI AUGIA
Dall’omonimo radiodramma di F. Durrenmatt
Teatro dell’Elce
Un eroe pieno di debiti e in crisi di motivazione per il suo mestiere. Il suo segretario, maltrattato e mal pagato, costretto a pubblicarne le imprese mitiche su riviste da parrucchiere per sbarcare il lunario. La sua compagna, tanto leggiadra e raffinata quanto ignara della drammatica situazione finanziaria. Un paese lontano ricoperto di letame è il suo parlamento, che offre un lauto onorario a chi saprà ripulirlo.
Ercole e le stalle di Augia pone a confronto gli alti ideali con la quotidianità gretta, la vocazione all’erotismo con i debiti,la poesia con la propaganda, l’anelito a spiccare il volo con l’invincibile inerzia rappresentata dall’immenso, pesante, inamovibile strato di letame. Non un monologo ma un gioco teatrale esplosivo e immaginifico. Nello spazio vuoto prende vita un concerto visivo per attore e velo, panchetto e ombrello.




venerdì 28 e sabato 29 dicembre 2007 ore 21.30
FUOCO NERO
ideazione: Maurizio Lupinelli e Elisa Pol
regia: Maurizio Lupinelli
in scena: Maurizio Lupinelli
autore: Antonio Moresco
produzione: Armunia Festival
Fuoco nero è un dramma che attraversa l’intera vicenda umana, storica, biologica e cosmica. Un viaggio onirico e crudele dove l’attore cerca una via d’uscita attraverso il corpo e i corpi, la luce e il buio. Il corpo vivo dell’attore che si suicida per poter esistere, in un luogo: un tappeto nero sdrucito, una cornice di luce, quattro barattoli legati assieme da nastro isolante da pacchi, una pistola a tamburo, un morso da cavallo regolamentare, azioni scandite da colpi di pistola e dalla terza di Malher. Il gioco in cui lo spettatore si trova è chiaro fin dal principio:
“ …Anche la luce è buio…”
“ No anche il buio è luce…”




venerdì 18 e sabato 19 gennaio 2008 ore 21.30
RICCARDO III
Liberamente tratto dal Riccardo III di Shakespeare
di e con Oscar De Summa
Grottesco come Ubu, riflessivo come Amleto, astuto come Jago, rivoluzionario come Danton… Riccardo III non è niente in sé e proprio per questo può diventare tutto, adattarsi alle forme, cambiare aspetto e modi, per essere esattamente ciò che serve, ciò che è necessario per conquistare il potere, per poterlo mantenere. Ma il potere per Riccardo non è una definizione astratta, è una cosa precisa, che si può prendere in mano, ha un peso, una forma: è la corona. Riccardo non desidera nient’altro. E come tutti quelli che hanno delle certezze… procede. Ma ahimè… Questo buffone risoluto a divenir scellerato non ha fatto i conti con una cosa, che non è fuori di lui, ma dentro: la sua coscienza.



venerdì 25 e sabato 26 gennaio 2008 ore 21.30
CIRCE O IL PROFUMO DEI MAIALI
Racconto semiserio per voce femminile
di e con Isabella Carloni
Circe o il profumo dei maiali segue un originale filo rosso che apre uno sguardo imprevisto sul più maleodorante degli animali: il maiale. Intrecciando in forma di affabulazione mitologica, canto e ironia popolare, l’attrice piega pezzi del suo archivio teatrale a sostegno di una lettura parallela, curiosa e sibillina del famoso mito della maga. Che c’entra Circe con le Sirene? E il Mar Rosso con il pittore Piero della Francesca? Lo spettacolo ci suggerisce un’altra percezione della storia e del tempo.





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28-29 settembre 2007 ore 21.30
Nessunteatro in
LA PAURA DI LUIGI PIRANDELLO
con Marta Dalla Via, Laura Graziosi, Matteo Ripari, Stefano Tosoni
regia Matteo Ripari
in collaborazione con la Compagnia Vicolo Corto
Accade oggi, in un qualsiasi paese di provincia che quattro attori raccontino una storia d'amore e di crudeltà.
La Paura del 1897 è un candido pretesto per "mettere a nudo" le molteplici contraddizioni dell'attore contemporaneo; per giocare sulle incertezze di questo mestiere e sul destino di ritrovarsi "personaggio" semplicemente perché si è scelto di fare questa professione.
Luigi Pirandello diventa così un' occasione per rileggere Shakespeare e le biografie dei suoi più grandi interpreti: da Orson Wells a Vittorio Gassman, le poesie di Totò con i testi delle canzoni di Biagio Antonacci, le eroine greche con le tele di Frida Khalo.
Un palcoscenico "nudo" da scene viene abitato esclusivamente dalla necessità degli attori di raccontare la novella pirandelliana e la paura che in questo spazio la finzione possa venire meno, innescherà la tensione necessaria per fare implodere la magia di questa rappresentazione.




5-6 ottobre 2007 ore 21.30
Arrembaggio Teatro in
IL CALAPRANZI
di e con Andrea Bartola e Andrea Caimmi
Una stanza. Due uomini. Ben e Gus sono due killer e aspettano che dalla porta esca il loro “compito”, la vittima. Da anni l’organizzazione li impiega così. Stessi posti, stessi oggetti, stesse modalità. Ma non ora. “E’ molto più brutto dell’ultimo posto dove siamo stati” annota Gus, sempre più nervoso e divorato dai sensi di colpa. Ben reagisce con sempre maggiore autorità per mantenere il controllo della situazione ma la tensione continua a crescere. L’attesa snervante di qualcosa di sconosciuto esplode in momenti paradossali. I killer trasfigurano: due Stanlio e Ollio che devono uccidere o due malavitosi stritolati dalla paura? Una nota sempre più cupa si espande per la stanza. La conclusione è la stessa per entrambi: stavolta c’è qualcosa che non va.



12-13 ottobre 2007 ore 21.30
Manicomics Teatro in
CUOREMELAROSSA
di e con Allegra Spernanzoni, Mauro Caminati, Rolando Tarquini
in collaborazione con il Centro Studi Joyce Lussu
Cuore Mela Rossa è la metaforica storia di due personaggi immaginari che parlano con le parole poetiche di Joyce Lussu e Nazim Hikmet: da questi ultimi lo spettacolo prende ispirazione, seguendone i percorsi poetici e deviando quelli biografici, a tratti coincidenti solo per cenni e parallelismi. Bianca, Hascim e Nuri, il terzo personaggio che campeggia sulla scena, s’incontrano in un luogo come tanti, in un tempo come tanti e, come tanti, legano i propri destini in un andirivieni continuo tra reale e irreale, tra veglia e sogno, tra illusione e capacità progettuale.



19-20 ottobre 2007 ore 21.30
Associazione Culturale Lungamarcia in
VIENE L'ULTIMA GUERRA
di Riccardo Bani e Roberto Testa
finalista Premio Ustica per Il Teatro 2005
Un alpino parte per il fronte russo con la divisione Julia, racconta il suo viaggio verso il fronte, scompare durante la ritirata, ma continua un suo viaggio fantastico verso l’obiettivo finale dell’offensiva, la catena montuosa del Caucaso.
La seconda storia riguarda un ragazzo arabo dei nostri giorni con dentro il sogno della pallanuoto. Nonostante lui voglia resisterle, la guerra, che inizialmente solo lo sfiora, finisce per sopraffarlo. I due personaggi si incontrano in un limbo, luogo si sospensione fra passato e presente, e di fronte agli spettatori le loro vicende si toccano e confrontano.








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